Sogni

Alla fine Jessica,la più bella del paese, si decise e si mise con Salvatore, l’imbianchino della casa di fronte, altro che il figlio dell’avvocato Capozza di Montemurro , che passava e ripassava facendo l’occhio di cefalo lessato quattro volte al giorno con la sua Porche cabriolet rossa.
L’aveva sempre detto:”Quando deciderò chi sposare , a me dei soldi non me ne frega niente !” Era una frase che le apparteneva ad essere onesti: nulla da eccepire, il massimo della coerenza.
Certo era rimasta pensierosa quando aveva ascoltato in televisione quella prostituta albanese che aveva candidamente ammesso “ Lo faccio perchè voglio guadagnare almeno 1 milione (poverina, era rimasta ancora alle vecchie lire ) al giorno senza faticare troppo.”
Non riusciva a capacitarsi : vengono a dire certe cose proprio a me che , pur vivendo da sola, quando qualche uomo mi propone di cenare insieme al ristorante, non permetto che mi si paghi la cena, anzi insisto per pagare io !, pensava.
E se c’era una cosa che odiava era quella di finire in un motel dopo il teatro e la cena, questo non lo avrebbe mai permesso, sarebbe stato come un contributo in natura alle spese della serata: lei, Jessica, a letto ci andava prima , così se l’uomo non le era di suo gradimento poteva sempre rifiutare teatro e cena, poteva sempre dire che aveva un forte mal di testa o che era meglio restare amici.
Per lei era una balla quello che aveva detto una ragazza dal parrucchiere:” Chiunque sia io glielo dico sempre prima, a me piacciono solo le aragoste!.” Non potevano esistere donne così, erano le solite esagerazioni dette per spacconeria” si diceva Jessica.
E sì che di occasioni ne aveva avute tante, le avevano persino proposto di fare la valletta o velina in una trasmissione televisiva, ma lei aveva rifiutato sdegnata: ma come si permettevano di pensare che sarebbe stata felice nel mostrare ogni sera le sue cosce ed il resto indossando una microgonna ascellare ? Pensavano fosse un elemento di crescita personale?
A vent’anni era ora di mettere su famiglia, fare un bella coppia di figli e godere con il marito di tutto quello che la vita di coppia offre. Altro che saltellare qua e là davanti alla cinepresa e fare la faccia da jena ridens ogni sera !
Ma le cose stavano cambiando, per questo aveva rifiutato, ormai ai vari casting non si presentava quasi più nessuna ragazza, avevano finalmente capito che sotto il fumo l’arrosto se lo stavano mangiando gli altri.
Ormai, arrivati a venti/ventidue anni ragazzi e ragazze non volevano più restare in famiglia e si intestardivano a sposarsi o andare a vivere da soli. E così avrebbe fatto anche lei, decise.
Guardò l’orologio, s’era fatto tardi, meglio affrettarsi.
Scese in strada e partì con la sua auto.
Passò a prendere i suoi amici.
Notò con soddisfazione che anche loro, come ormai tutti del resto, indossavano magliette senza logo, perchè tutti avevano capito che stavano facendo da anni la pubblicità gratis alle multinazionali e che era anche ora di smetterla di giudicare gli altri a seconda del marchio sull’abbigliamento.
Era una domenica di fine Agosto e andavano ad assistere ad una partita di calcio amichevole Verona – Napoli.
In venti minuti percorsero la Circonvallazione autostradale di Bologna, ormai da anni senza più code visto che avevano raddoppiato le corsie e puntarono verso Bergamo.
Quando entrarono in città perse un po’ di tempo perché ad ogni ciclista che si trovava davanti ,rallentava e lo sorpassava a distanza di sicurezza, ma comunque arrivarono allo stadio in anticipo.
Bisogna chiarire che Jessica ed i suoi amici erano tifosi del Napoli, quindi si erano bardati di bianco azzurro per facilitare la comprensione della loro fede sportiva.
Al cancello d’ingresso riconobbero un famoso gruppo di tifosi di fede giallo-blù che anni prima, ma tanti ormai che la gente non se ne ricordava più aveva esposto lo striscione: “ Vesuvio facci la grazia” .
Ma adesso ormai ci ridevano su insieme. Anzi salendo verso le gradinate ebbero l’idea di sfidarsi : a chi gridava più forte per incitare la propria squadra.
Certo non era un’idea originale perché ormai era l’unica cosa che facevano in tutti gli stadi, ma i giovani sai come son fatti.

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